Intervista a Simona Lanzoni, vicepresidente di Fondazione Pangea Onlus

Intervista a Simona Lanzoni a cura di Cristina Rizzi

Abbiamo intervistato Simona Lanzoni, Vice presidente di Fondazione Pangea Onlus

Oggi vi presentiamo Simona Lanzoni, Vice Presidente di Fondazione Pangea Onlus che da oltre dieci anni si impegna ad aiutare concretamente le donne vittime di discriminazioni e costrette a vivere alle dipendenze di uomini che molto spesso si comportano più come padroni che come mariti o padri.

  • Laureata in Scienze Politiche, attivista per i diritti umani, paladina delle donne vittime di violenza e delle discriminazioni di genere, portatrice sana di pace, grande sostenitrice della microfinanza e appassionata di geopolitica. Non proprio una passeggiata. Come riesce a gestire tutti questi nobili interessi ?

Sono tutti argomenti e cose da fare collegate fra loro.. Non so se siano “nobili” interessi, dovrebbero essere preoccupazioni di tutte e tutti, per vivere meglio nel mondo e con gli altri. Difficile gestire tutte queste cose ma non impossibile anche grazie a Pangea e a tante donne e uomini con cui si collabora insieme. – L’idea del micro-credito, l’accesso ai servizi finanziari a soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico, nasce alla fine degli anni Settanta, in Bangladesh, dall’intuizione del giovane professore di economia Muhammad Yunus, conosciuto anche come il banchiere dei poveri, cui è stato attribuito, nel 2006, il premio Nobel per la Pace.

  • La fondazione Pangea, di cui lei è vicepresidente, ha sempre creduto che le donne fossero i soggetti ideali cui concedere tale possibilità. Quali sono le qualità che fanno delle donne il vostro punto di riferimento?

Quello che fa Pangea è dare una opportunità alle donne, quindi lavoriamo con coloro che vogliono cogliere le occasioni, che si trovano nel momento giusto per farlo e vi si gettano a capofitto. Lavoriamo con le donne che ce la mettono tutta, non gettano la spugna, che sanno di valere o lo stanno riscoprendo. Un modo per ripartire da sé…

  • Da quest’anno è partito il progetto di Pangea intitolato “Le parrucchiere di Calcutta”, per rendere possibile il sogno di tante ragazze e donne disabili: sentirsi belle e condividere la loro bellezza con altre donne che, come loro, pur non rispondendo ai canoni estetici imposti dalla moda, hanno il coraggio e la voglia di guardare con serenità la propria immagine riflessa sullo specchio. Con la campagna #siamotuttipangea l’obiettivo è quello di inaugurare una scuola per parrucchiere destinata alle donne disabili di Calcutta. Come sta procedendo questa bella iniziativa?

Siamo felici! Non ci aspettavamo così tanto calore e accoglienza da questo mondo della bellezza che da fuori pensiamo superficiale e invece ha un grande cuore espressione della bellezza interiore che ha ogni persona che ha fatto suo questo progetto. Le donne a Calcutta non vedono l’ora di incontrare parrucchiere e parrucchieri italiani per fare una formazione con loro. Speriamo di concretizzare e avere sufficienti fondi per l’inizio del prossimo anno!

  • Con grande rammarico abbiamo appreso che pochi giorni fa è venuta a mancare Vania, la donna data alle fiamme dopo essere stata cosparsa di liquido infiammabile. Una delle ipotesi più accreditate sull’identità dell’aggressore fanno capo alla figura di un collega che pare abbia avuto una relazione con la donna, da tempo separata dal marito. Se fosse al governo, quali misure adotterebbe per combattere questa piaga sociale?

Le misure da adottare sono molteplici come richiede la Convenzione di Istanbul che va messa in opera, non solo sbandierata. Azioni di Prevenzione, di Protezione di chi subisce violenza, la Punizione di chi la perpetra; le Politiche integrate che l’Italia deve garantire e realizzare nei confronti di tutte e tutti sul proprio territorio. Ci vogliono cambiamenti profondi,da avviare in più settori contemporaneamente dal sistema scolastico alla formazione e monitoraggio dei diversi operatori pubblici coinvolti (forze dell’ordine, magistratura, sistema sanitario,assistenti sociali etc.) come anche del terzo settore. Il 1° agosto 2014 è entrata in vigore la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. In quanto membro compente del GREVIO***, il gruppo di esperti indipendenti (aggiungerei sul tema della violenza del Consiglio d’Europa)incaricata di verificare l’attuazione della Convenzione patto, può farci una breve panoramica sulla situazione europea? Al momento non esiste un Paese modello per gli altri. Abbiamo delle “buone pratiche” sparse qua e là. Ci sono paesi come la Spagna che ha fatto più di altri perchè semplicemente un governo, ormai passato,decise che era politicamente importante investire nel fermare la violenza sulle donne. Fermarla si può solo se si vuole.

  • Woman di John Lennon, Donne di Zucchero, Una donna per amico di Battisti, Just like a Woman di Bob Dylan…sono innumerevoli le canzoni che parlano o sono dedicate a noi donne. Saprebbe dirci quale potrebbe essere la perfetta colonna sonora delle iniziative targate Pangea?

Non saprei, non ci ho mai pensato! forse tutte le canzoni che raccontano di come ci si rimbocca le maniche e si va avanti, sole o “ben” accompagnate. Inizierò a chiedere alle tante donne che incontro nei progetti quale è la canzone che a loro fa ricordare “Pangea”. Ma grazie per avermi fatto pensare a questo!

***Il Grevio monitorerà l’applicazione della Convenzione attraverso questionari e visite nei Paesi che l’ hanno ratificata, (quindi anche in Italia). Incontrerà persone del governo, del parlamento, degli enti pubblici nella società civile organizzata, le vittime, impegnate nel contrasto alla violenza per capire quali sono le difficoltà che incontrano tutti i giorni. In seguito il GREVIO farà delle raccomandazioni che aiuteranno i governi ad allinearsi sempre di più ad uno standard di politiche e pratiche che vorremmo si possa veramente realizzare non solo idealmente.

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