Turismo green, le nuove frontiere del viaggio

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Parlare di turismo green oggi significa porsi sempre più nell’ottica del Viaggio con la V maiuscola. Quello in cui il bagaglio indispensabile è il rispetto per tutto ciò che ci circonda. Ma quali sono le differenze tra questi nuovi modelli di viaggio?

Turismo green, le differenze tra responsabile, sostenibile ed ecologico

Originariamente, parlare di turismo responsabile significava valutare l’impatto etico del turismo sulla popolazione locale e il suo sviluppo economico e sociale, mentre il turismo sostenibile considerava i suoi effetti sull’ambiente, con particolare attenzione ai problemi dell’inquinamento e del degrado ambientale.

Nel linguaggio comune questa differenza rappresenta soltanto una lieve sfumatura, perciò nella maggior parte dei casi i due termini vengono utilizzati come sinonimi. Non a caso oggi, come ci ricorda la regola anglofona delle tre E (Economics, Ethics, Environment), i principi della sostenibilità comprendono quelli della responsabilità e viceversa.

È però un comune (e comprensibile) errore confondere il turismo responsabile/sostenibile con l’ecologico. Il termine eco-turismo viene generalmente attribuito all’architetto messicano Hector Ceballos-Lascurain. La sua definizione è stata poi modificata dall’International Ecoturism Society che lo descrive come un “modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali”.

Nonostante ciò, in tutto il mondo si è portati ad associare la parola eco-turismo ai viaggi naturalistici, ma un viaggio a contatto con la natura non è necessariamente sostenibile e/o responsabile.

Per fare un esempio: un resort ecologico immerso nella vegetazione dell’Indonesia rappresenta di certo un modello di eco-turismo. Nonostante ciò, se gli incassi vanno esclusivamente al proprietario e non alle popolazioni locali, non si può parlare di turismo responsabile.

Tante realtà italiane

In Italia questa tematica è oggetto di attenzione e lo dimostra la presenza di molte realtà dedicate come per esempio l’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) o il Festival del Turismo Responsabile promosso da It.a.cà che è iniziato in questi giorni in Emilia Romagna e terminerà il 31 maggio.

Insomma, fare chiarezza su queste piccole sfumature può servire a capire meglio quali sono i veri obiettivi che si vogliono raggiungere quando si viaggia, fermo restando che il rispetto per la diversità è fondamentale in ogni tipologia di turismo.

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