Festa delle Donne, storia e curiosità

Festa delle Donne, la storia e le curiosità dell'8 marzo

Festa delle Donne, storia e curiosità dell’8 marzo per capire perché è anche dopo 100 anni è importante celebrare questo giorno.

Come tutti sappiamo l’8 marzo si celebra la Festa delle Donne, anche se ufficialmente questa giornata si chiama Giornata internazionale delle donna. Istituzionalizzata a livello internazionale dal 1977, la Festa delle Donne viene celebrata in tutto il mondo per ricordare le lotte sociali e politiche che le donne hanno affrontato per ottenere diritti che, per l’uomo, sono normali da sempre.

La mimosa, simbolo di questa giornata, è però un’invenzione tutta italiana: nel 1946 infatti Rita Montagnana e Teresa Mattei, entrambe iscritte all’UDI (Unione Donne Italiane), proposero di adottare la mimosa come simbolo della Giornata internazionale della donna.

Fiore molto colorato e dalla forma insolita, la mimosa era all’epoca l’unico fiore estremamente economico disponibile a marzo e di conseguenza era un fiore popolare e alla portata di tutti. Per questo venne preferito agli anemoni e ai garofani, classificatesi secondi e terzi alle votazioni delle donne iscritte all’UDI.

Storia e origine della Festa delle Donne

Il “Woman’s Day” venne celebrato per la prima volta il 23 febbraio 1909. Verso la fine dell’anno, il 22 novembre, si vide a New York iniziare un grande sciopero di ventimila camiciaie, che durò fino al 15 febbraio 1910. Il successivo 27 febbraio, domenica, alla Carnegie Hall, tremila donne celebrarono ancora il Woman’s Day. Il Woman’s Day tenuto a New York il successivo 28 febbraio venne impostato come manifestazione che unisse le rivendicazioni sindacali a quelle politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile.

Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l’ultima domenica di febbraio, in alcuni paesi europei – Germania, Austria, Svizzera e Danimarca – la giornata della donna si tenne per la prima volta domenica 19 marzo 1911.

In Francia invece la manifestazione si tenne il 18 marzo 1911, data in cui cadeva il quarantennale della Comune di Parigi, così come a Vienna, dove alcune manifestanti portarono con sé delle bandiere rosse (simbolo della Comune) per commemorare i caduti di quell’insurrezione. In Svezia si svolse il 1º maggio 1911, in concomitanza con le manifestazioni per la Giornata del lavoro.

Le celebrazioni continuarono a macchia di leopardo in tutta Europa, con una pausa durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, per poi riprendere sempre in modo non uniforme. In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d’Italia, che la celebrò il 12 marzo, prima domenica successiva all’8 marzo che ricordava la storia manifestazione delle lavoratrice di San Pietroburgo nel 1917.]

La connotazione fortemente politica della Giornata della donna nelle sue prime incarnazioni, le vicende della seconda guerra mondiale ed infine il successivo isolamento politico della Russia e del movimento comunista nel mondo occidentale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel secondo dopoguerra, cominciarono a circolare diverse versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi a New York 25 marzo 1911.

Ancora oggi in molti credono a questo falso storico che è diventato una vera e propria leggenda metropolitana condivisa a livello globale.

Come abbiamo ricordato in apertura nel 1977 la Giornata internazionale dei diritti delle donne è stata istituzionalizzata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Visto che ormai l’8 marzo era diventato uno standard venne scelto come data ufficiale delle celebrazioni.

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